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POSTPRODUZIONE E FOTORITOCCO.. DUE MONDI DIFFERENTI...

  • Immagine del redattore: Fabio Follis
    Fabio Follis
  • 7 nov 2018
  • Tempo di lettura: 2 min

Il fotoritocco è l’atto di alterare la foto aggiungendo elementi che non erano presenti, modificandoli sostanzialmente o rimuovendo qualcosa che era presente. Per fare degli esempi, un paesaggio in cui il cielo era completamente azzurro e vengono aggiunte delle nuvole prese da un altro scatto per renderlo più interessante è fotoritocco. Togliere 5kg e i brufoli a una modella è fotoritocco. Rimuovere una macchina rossa sullo sfondo di un paesaggio campestre è fotoritocco. Quello che invece non è fotoritocco è lo sviluppo della foto. Il sensore infatti cattura migliaia di informazioni in più di quello che un semplice file jpeg può mostrare. Infatti, quello che si vede sullo schermo della fotocamera, come anche il file che si ottiene scattando direttamente il jpeg, non sono altro che il frutto di uno sviluppo di tutti quei dati che è stato immaginato e preimpostato da altri. Le fotocamere più avanzate (e ormai anche molti smartphones) permettono di lavorare sul file grezzo, detto raw. Lavorare sull’esposizione, sul contrasto, sulla nitidezza, sul rumore, sui toni, sulla saturazione e così via, non è fotoritoccare, ma sviluppare. Lo sviluppo fa parte integrante del processo creativo che porta il fotografo a realizzare la fotografia che aveva in mente.

Detto ciò, e presupposto che sullo sviluppo non si discute perché qualunque sia il fine, esso è ancora parte integrante della fotografia, quando si parla di fotoritocco si possono avere pareri contrastanti. C’è chi dice che non si dovrebbe alterare la realtà, altri che invece sostengono che la foto è nella mente del fotografo e che quindi è libero di usare tutti gli strumenti possibili per realizzare la sua visione.

Vi propongo un video che potrebbe aiutare a rendere l'idea.


 
 
 

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